L’AZIENDA AGRITURISTICA COME PRODUTTORI DI BIOENERGIA
Le aziende agrituristiche possono provvedere al proprio fabbisogno energetico autoproducendo combustibile legnoso da utilizzare per il riscaldamento.
Un esempio di questo tipo di intervento è fornito dall’Azienda Agrituristica Monterosello (www.monterosello.it) di Città di Castello, in provincia di Perugia, che ha sviluppato un progetto di gestione dei boschi con tecniche innovative ed eco-compatibili per la produzione di combustibili rinnovabili per il riscaldamento mediante cippato di legno. La superficie dell’azienda, di circa 125 ha, è costituita per circa 70 ha da boschi di conifere messe a dimora circa 30 anni fa.
L’impianto è stato realizzato dalla Società di progettazione Politecnica Italiana e fornisce l’energia termica per il riscaldamento di un casale avente una volumetria di 2200 m3.
È stata scelta una caldaia serie Aurora a cippato di legna della ditta CMD Termomeccanica Snc., con una potenza utile di 115 kW, dotata di sistemi di gestione, regolazione e sicurezza e del sistema di estrazione e pulizia delle ceneri; un quadro elettrico di comando permette la gestione completamente automatizzata di tutto il sistema di alimentazione e combustione.
Il funzionamento dell’impianto è previsto per 120 giorni all’anno con un consumo medio giornaliero di 400 kg e un consumo totale annuo di 48 tonnellate, corrispondenti a circa 15.900 litri di gasolio.
Il sistema di estrazione del cippato dal silo, con una capacità di 10 m3 ed un’autonomia di circa 8 giorni, è costituito da un sistema di coclee disposte in parallelo, che automaticamente estrae il cippato, regolando la portata in funzione della potenza richiesta alla caldaia.
La rete di distribuzione del calore è stata realizzata con tubazioni coibentate in acciaio, interrate per circa 100 m.
L’investimento totale per la realizzazione è stato di circa 25.800 €, di cui 5.150 € per la caldaia, 9.300 € per la rete di collegamento, 9.800 € per le opere civili, l’area di stoccaggio e gli ausiliari, 1.550 € per la progettazione e la direzione dei lavori.
Il costo del cippato auto-prodotto è stato calcolato in circa 70 €/t, la spesa annua per il riscaldamento risulta essere pari a 3.400 €, circa un terzo di quello che si sarebbe speso con una caldaia a gasolio.
Nel caso specifico l’impianto ha usufruito di alcuni incentivi regionali: un contributo in conto capitale del 40% per l’acquisto della caldaia ed un finanziamento quinquennale al tasso agevolato del 5,5% per il restante 60%.
Le aziende agrituristiche sono così in grado di restituire il finanziamento con circa un terzo di quello che spendono attualmente per il riscaldamento a gasolio e GPL, risparmiando ancora un terzo rispetto alla spesa attuale.
Forte dell’esperienza acquisita con la realizzazione e la gestione del sistema di riscaldamento messo a punto nella propria azienda e nell’ottica di diversificare le propria attività imprenditoriale, l’azienda agrituristica si proporrà anche come fornitore di cippato.
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